L’Enneagramma Immaginale: l’Archetipo dell’Esistenzialista Romantico (ET4)

Scenari d’infanzia: come nasce un Tragico Romantico 

 

“Quando nacqui, mio padre portò mia madre a fare un giro attorno al mondo per festeggiare la mia nascita, lasciandomi con una balia. Adoravo papà e facevo di tutto per piacergli. Era borioso, popolare e irragiungibile, salvo quando c’era anche la mamma. (…) Mi sentivo sempre come se fosse l’ultima possibilità di tenerlo con me. Mi portava regali, mi raccontava molte storie e poi ripartiva o, peggio, se ne andava con la mamma, e io rimanevo ad aspettarli.”

Questa testimonianza dal libro della Palmer ci ricorda che gli ET4 da bambini, hanno vissuto esperienze di abbandono reali o immaginate. Per meglio dire le hanno veramente vissute in quanto reali o hanno spesso interpretato alcuni eventi della loro vita come un vero abbandono anche quando magari in realtà non lo era. Ma dal punto di vista del loro vissuto questa differenza non è percepibile. Infatti anche il grande psicoanalista James Hillman scrive: “La nostra vita non è determinata tanto dalla nostra infanzia, quanto dal modo in cui abbiamo imparato a immaginarla

Solitamente il romantico nutre un sentimento interiore di condanna e senso di colpa per non essere stato in grado di farsi amare. Questa sensazione di impossibilità di farsi amare e di avere perso ‘l’ultima occasione’ per la felicità sfocia in età adulta spesso, ma non sempre, in una malinconia cronica e in alcuni casi in stati depressivi profondi. 

 

 

Come riconoscersi nel tipo 4

Beatrice Chestnut e Uranio Paes sostengono che il percorso di risveglio che il tipo 4 deve percorrere parte dalla passione dell’invidia, intesa come percezione di inferiorità che consiste nel paragonarsi agli altri all’equanimità e la serenità interiore. Per intraprendere questo viaggio è necessario rendersi conto dello schema mentale radicato di essere difettosi, diversi, mancanti iniziando a riconoscere che sono delle difese per evitare di scoprire che non sono inferiori o così diversi dagli altri. 

Secondo questi due autori sei un tipo 4 se ti identifichi in tutti, o quasi, i seguenti tratti del carattere: 

  • Sei una persona emotiva ed empatica e ti concentri troppo sul meccanismo con cui funzionano le tue emozioni passando velocemente da un’emozione all’altra e cercando l’intensità emotiva.
  • Osservi facilmente cosa manca in una situazione e in te stesso invece di apprezzare quello che c’è e che hai ora. 
  • Ti paragoni agli altri uscendo a volte con un senso di superiorità e altre volte di inferiorità da questo confronto. 
  • Senso di inadeguatezza e familiarità con l’emozione della tristezza.
  • Nei rapporti con gli altri ti accorgi facilmente di quello che accade a livello profondo e non verbale attraverso l’intuizione. 
  • Dai molto valore all’autenticità e senti il bisogno di essere schietto anche se non sempre questo viene apprezzato. 
  • Hai un forte desiderio di essere compreso e amato e soffri quando vieni frainteso o rifiutato. 

Inoltre, i due autori, descrivono cinque meccanismi psicologici fondamentali automatici: 

  1. Svalutare il presente. 
  2. Paragonarti agli altri. 
  3. Vivere nel tuo mondo interiore. 
  4. Pensare che le emozioni definiscano ciò che sei.
  5. Credere di non essere degno d’amore.

Gli ET4 descrivono tutti l’oscurità della depressione. E’ come se tutta la vita in ogni sua forma non avesse più voglia di vivere in loro. Alcuni la combattono con l’iperattività e volano da una parte all’altra pieni di impegni somigliando ai ET7. Altri cercano di penetrare all’interno di se stessi ricorrendo a forme artistiche come la pittura, il teatro o la danza.

Il sentimento centrale è sempre quello della perdita con conseguente carenza di autostima. Si concentrano sui lati più belli di ciò che hanno perso, rendendoli, nella fantasia, irresistibili. Evitano, e devono essere addestrati a questo, di concentrarsi sui lati belli di ciò che hanno attorno nel presente. L’erba del vicino è sempre più verde, i lati più belli sono di qualcuno che, in quel momento, non c’è.

Il bisogno del 4 è quello di vivere la loro vita su base emozionale intensa. La profondità del sentimento è una naturale compensazione alla loro tendenza al non saper cosa sentono. E’ come se volessero, attraverso la drammaticità, alzare il volume e l’intensità dei loro sentimenti: tutto è meglio del senso di vuoto. L’identificazione nella persona che soffre è un processo istantaneo di introiezione del dolore dell’altro. Un meccanismo masochistico.

 

 

Questo dialogo tra un analista e la sua paziente, riportato da Naranjo in “Gli enneatipi nella psicoterapia”, conferma il meccanismo masochista che c’è dietro la modalità caratteriale del tipo Quattro:

“Cominciava quelle commoventi narrazioni per le quali possedeva uno straordinario talento istrionico …”.

“… Perché oggi è così ansiosa di farsi rifiutare?”, dissi.

“Gliel’ho detto: perché la odio”.

“D’accordo. Ma perché sta cercando di farsi rifiutare?”

“Perché secondo lei il mio schema è questo. Esaspero le persone fino a farmi rifiutare, poi mi sento indegna e addolorata, e ho una buona scusa per punirmi. Non è così che funziona?”.

Il tipo Quattro inconsapevolmente si fa rifiutare, per poi autocommiserarsi e lamentarsi del fatto che non vale niente. Dunque è come se autorizzasse gli altri a rifiutarlo, perché infondo si crede e si rende deprecabile, sebbene al contempo voglia farsi compatire per questo.

Riconoscere e affrontare l’Ombra

Una volta riconosciute le proprie caratteristiche è necessario riconoscere che per essere amati, capiti e apprezzati dagli altri o dal partner si concentrano eccessivamente sulla loro sofferenza. Riuscire invece a individuare, ammettere e integrare gli aspetti costruttivi della sofferenza e delle esperienze significa identificarsi meno con il proprio Ego e maggiormente con il Sé profondo attraverso la semplicità, la gratitudine e la soddisfazione di quello che si è e si ha.

L’Archetipo dell’Esistenzialista Romantico

Secondo M. Pisione l’ET4 è il classico eroe tormentato dall’atteggiamento archetipale introspettivo che sente il proprio dolore e quello degli altri (es. Heatcliff di Cime Tempestose , Madame Bovary e Anna Karenina o E. Mani di Forbice)

  • Cronicamente infelice, sensibile, originale, vive fuori dal tempo, dalla logica e dal quotidiano.
  • E’ consumato spesso da una brama che lo impegna nella ricerca di qualcosa che manca, di indefinito, lontano o impossibile da ottenere come un amore o la felicità.
  • E’ attratto dalla vita e dalla morte, non teme la sofferenza ma spesso lo ricerca per conoscersi.

L’ET4 con la sua intensità totalizzante sa connettersi emotivamente al pubblico a livello empatico. Il quesito esistenziale che lo ossessiona è: “chi sono?” e “qual è il significato della mia esistenza“?

Come abbiamo visto durante la sua infanzia è stato indirizzato su ciò che gli manca piuttosto che su ciò che ha, incolpando se stesso per questa carenza e credendo di essere diverso dagli altri, difettoso o sfortunato. L’ET4 a causa di questa mancanza è infelice, vive un costante senso di lutto e di solitudine convinto che qualcosa di bello, come l’amore o la fortuna, capitino solo agli altri e che a lui verrà negato per sempre.

La sua Paura Dominante è di non sapere chi è o avere uno scopo nella vita per cui aspira a conoscersi mettendosi a nudo e rendendosi vulnerabile al dolore per trovare se stesso.

La sua Forma Mentis è data da una Visione del Mondo originale, soggettiva, empatica. Percepisce il mondo con il cuore e con la testa introiettando cose, azioni, eventi e persone. 

La Strategia di Sopravvivenza dell’ET4 viene raggiunto dando priorità alla ricerca di un significato autentico alla propria vita. La complessa Strategia Reattiva per gestire la sua paura dominante è abbracciare l’anormalità, la diversità, facendole assumere valori positivi di originalità e unicità che diventano ciò che lui è, fa e che acquistano significato.

I Superpower che sviluppa in tal senso sono l’introiezione, l’accoglienza dentro di sè del mondo esterno, di contenuti che vengono resi al mondo riformulati e arricchiti di significati personali diventando parte della sua identità.

Le Attività Prioritarie sono quindi la ricerca di sè stessi, dell’amore, del significato attraverso la sensibilità, l’empatia, la sofferenza e l’arte.

La sua Essenza Sacrificata è ciò che ha perduto nell’infanzia e che l’ha portato a convincersi, da adulto, di non avere diritto alla felicità concentrandosi sulla mancanza. 

L’acquisizione della sua Qualità Chiave, ovvero la serenità interiore e l’equanimità lo avviano a entrare in contatto con la sua Esigenza Fondamentale cioè la comprensione che tutti hanno diritto alla felicità, un senso e un posto nel mondo senza l’autorizzazione da parte sua o degli altri.

Le migliori storie, nella letteratura come nel cinema, si concludono in genere con l’incontro di una persona speciale, unica e rara, che si sogna e si attende con ansia, il “Salvatore” (o la Salvatrice) a cui affidarsi, che saprà amarlo per quello che è, mostrargli la sua identità, la sua strada, e ridargli speranza attraverso un rapporto d’amore o d’amicizia.

 

 

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Chi siamo Tiziano Cerulli

Psicologo e Istruttore di mindfulness ad approccio immaginale

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