L’Enneagramma Immaginale: l’Archetipo dell’Ambizioso Vincente (ET3)

 

Scenari d’infanzia: come nasce un Esecutore/Manager  

 

“Sin da piccola, mamma mi diceva che ero destinata a qualcosa di speciale. Non che io fossi speciale ma che avrei fatto qualcosa di speciale. Mi aveva allevato da sola, emotivamente era abbastanza instabile e le faceva piacere che la aiutassi ad allevare i fratellini. Non venni incoraggiata a studiare, ma a dare una mano in casa e a occuparmi degli altri.”

“Non c’è mai stato un momento in cui non abbia misurato il mio valore in termini di cose tangibili, che gli altri potevano vedere. Eravamo quattro fratelli con poca differenza d’età, e nostra madre si interessava solo di comitati elettorali. Ho ricevuto la tipica educazione della classe media, in cui si parlava molto di amore ma c’era pochissimo contatto. Così il successo è divenuto per me come una corsa di cavalli, per essere riconosciuto anche in minima parte come “speciale”, diverso dagli altri.” 

 

 

Nell’infanzia gli ET3 sono stati apprezzati per i successi che hanno conseguito. Il bambino impara che solo colui che ha successo può essere degno di amore. Dato che il successo può essere comunicato circondandosi di simboli di successo, il 3 ha appiattito qualsiasi altra emozione che non fosse il complesso di emozioni che gli servivano per il successo in se ed ha sostituito ogni altra soddisfazione nella vita con il circondarsi di simboli di questo successo e sviluppando un atteggiamento di promozione pubblicitaria di se stessi.

 

Questo tipo è iperattivo e incarna il mito della giovinezza, del successo, della Milano-da-bere. Può eccellere in qualsiasi gruppo perchè tende a occuparsi di problemi che è possibile analizzare in un secondo e risolvere in due. Ha una personalità camaleontica ma, la plasticità di questa, non è centrata sui bisogni dell’altro come il 2 bensì sul successo della missione che gli è stata affidata. Impersonano l’immagine superficiale dell’ottimismo e del benessere a qualsiasi costo. L’ottimismo e il benessere sono auspicabili ma, per il 3, essi sono ottenuti a spese di una totale incompetenza emozionale per qualsiasi cosa non riguardi il lavoro o l’attività in cui il 3 ha deciso di avere successo.

La vita interiore del 3 è sacrificata e, per i tre involuti, addirittura atrofica. Il 3 non deve e non può concedersi un attimo di pausa. Stare senza fare niente è rischioso perchè compromette la copertura stesa a forza sulle parti di se che con il successo non debbono avere niente a che vedere. Parti che sono sacrificate o, come detto, completamente atrofiche. Stare senza far niente può fare emergere sentimenti e provare i sentimenti può essere veramente terrificante per uno che è convinto che si è amati solo se si fa. Metti che i sentimenti portino alla fatidica domanda ‘ma io… sono amato per ciò che sono o per ciò che faccio?’

In molte storie delle letteratura e del  sono rappresentati da personaggi che si sforzano di convincere il mondo del proprio valore per non essere ferite e per non vedere svilita un’immagine di sé che deve apparire come eccellente, come Miranda Priesley del film “Il Diavolo veste Prada”. In virtù della vanità da cui sono governate, riescono molto bene ad affermarsi come persone di successo, perché hanno imparato a fare una buona impressione sin dall’infanzia.

 

 

Come riconoscersi nel tipo 3

Beatrice Chestnut e Uranio Paes sostengono che il percorso che il tipo 9 deve percorrere parte dalla passione della vanità e dell’autoinganno alla sincerità. Per intraprendere questo viaggio verso il risveglio della coscienza, per il tipo 3, è necessario rendersi conto del fatto che cerca di ottenere l’attenzione e l’amore attraverso il cambiamento di immagine e ruolo per essere percepito una persona di successo. 

Secondo questi due autori sei un tipo 3 se ti identifichi in tutti, o quasi, i seguenti tratti del carattere: 

  • Riesci a interpretare gli altri ed entri automaticamente in sintonia con le persone che ti circondano perché comprendi a cosa danno più importanza e adatti la tua immagine per impressionarle.
  • Ti poni degli obiettivi e fai il necessario per realizzarli. Una volta definito un risultato non ti ferma nessuno dal raggiungerlo. 
  • Vuoi che gli altri ti percepiscano come una persona competente e di successo. 
  • Sei sicuro della tua immagine pubblica, e fai tutto il possibile per lavorare duro e raggiungere risultati. 
  • Eviti a tutti i costi il fallimento. Se pensi di poter fallire in una certa cosa, non provi nemmeno a farla.
  • Per quanto le relazioni siano importanti passano in secondo piano rispetto al lavoro perché, per natura, sei portato a concentrarti maggiormente sui compiti da svolgere.
  • Anche se sei emotivo eviti inconsciamente di prendere contatto con le emozioni profonde per poter riuscire a portare a termine i tuoi compiti. 

Inoltre, i due autori, descrivono cinque meccanismi psicologici fondamentali automatici: 

  1. Metamorfosi per impressionare gli altri. 
  2. Bisogno di sembra una persona di successo. 
  3. Privilegiare l’azione rispetto le sensazioni. 
  4. Disattivare la consapevolezza delle emozioni. 
  5. Paura del fallimento. 

Riporto questa bellissima testimonianza di una ragazza che sta aprendo gli occhi su di se, tratta dal testo della Palmer:

Ho fatto esercizi di ginnastica per sei anni, quattro ore al giorno e sei giorni alla settimana, dalle sei alle dieci di sera, e per i secondi tre anni ho odiato la ginnastica. Allora non lo sapevo che la odiavo e non lo seppi finchè non smisi. Era tra le cose da fare. Andare a scuola, fare i compiti, fare ginnastica, fare altri compiti, andare a dormire, andare a scuola, fare, fare, fare… Non hai tempo per fermarti a riflettere, “ma mi piace davvero quello che faccio?” Vado a gareggiare e non mi piace. Cosa posso fare? Stare seduta a lamentarmi? Vinco, mamma e papà mi dicono brava, e io penso: di più, di più, fare, fare.

Si vede chiaramente come l’ET3 si senta che è amato più per quello che fa che per la persona che è per questo ritiene che bisogna mantenere alta l’attività con l’illusione di mantenere, così, alto l’amore. La costante occupazione in qualcosa annulla ogni possibile momento libero in cui potrebbero affacciarsi sentimenti non voluti, magari di paura per il fallimento, magari un senso di inutilità e di dubbio su ciò che si è e si sente davvero.

 

Riconoscere e affrontare l’Ombra

Una volta riconosciute le proprie caratteristiche è necessario capire perché e in che modo vive la propria vita concentrandosi sull’immagine e la creazione di una falsa identità e mettendo da parte emozioni e autenticità per ricevere apprezzamento e approvazione sociale. 

 

 

 

L’Archetipo dell’Ambizioso Vincente 

Nel suo libro Gli enneatipi nella psicoterapia (Astrolabio, Roma, 1997) Claudio Naranjo scrive che per un Tre ogni cosa, persino rilassarsi alla fine della giornata è sentito come un mezzo rivolto a uno scopo. La spinta ad essere costantemente e compulsivamente attivi, alimentata dalla passione della vanità, si riflette nello slogan: “faccio tutto io” che rende questi tipi ammirevoli e instancabili agli occhi degli altri. Si tratta di una figura animata dalla passione di essere vista senza tuttavia che ci si accorga degli sforzi adoperati per sembrare perfetta, sapendo esibire le sue qualità in una maniera che sembra autentica, ma che serve solo a mascherare i suoi veri sentimenti, con i quali le riesce difficile, se non impossibile, prendere contatto. Il tipo Tre risulta una persona per la quale “l’apparire eclissa l’essere”.

Per M. Pisione L’ET3 spesso rappresenta l’antagonista classico, il cattivo senza cuore, come Dorian Gray, la strega di Biancaneve o Crudelia De Mon fino a Draco Malfoy (Harry Potter) 

  • Agiscono decisi verso un obiettivo. Sono inarrestabili e infaticabili.
  • Non sentono ragioni e non si lasciano distrarre da nulla, né dalle difficoltà e né dai sentimenti da cui sembrano immuni.
  • Hanno un atteggiamento freddo e distante e sembra non provino emozioni.

L’ET3 può essere rappresentato da personaggi attaccati al potere e al successo, narcisisti e dipendenti dal lavoro, ma anche più equilibrati che esprimono le qualità migliori: la sicurezza in sé, gran lavoratori, leader motivatori, concreti e determinati. 

Come abbiamo visto durante la sua infanzia ha ricevuto approvazione e affetto solo dopo essersi dimostrato capace di incarnare con successo il ruolo, anzi i ruoli, dettati dalle aspettative dei genitori, dell’ambiente, della società. L’ET3 non avendo potuto sviluppare la propria inclinazione si è adattato come un camaleonte a ciò che piaceva agli altri imparando a mentire e a recitare una parte diventando la versione migliore del ruolo richiesto e indossando una o più maschere.

La sua Paura Dominante è di non valere nulla o di essere valutato come incapace e quindi indegno di amore e quindi un fallito. Da qui sviluppa la sua Forma Mentis secondo una Visione del Mondo in cui ci sono i vincenti, quelli che hanno successo, e i perdenti, gli “sfigati”, che non valgono nulla.

Lo Status di Sopravvivenza dell’ET3 richiede che gli altri lo facciano sentire accettato e apprezzato per il suo valore. La sua Strategia Reattiva gli impone di indossare, volta per volta, automaticamente delle maschere più adatte per farsi percepire come il migliore.

I Superpower che sviluppa sono il carisma, l’ambizione e il raggiungimento di prestazioni eccezionali per raggiungere il successo. Le Attività Prioritarie sono quelle di essere il migliore sul mercato, un vincente, per essere considerato e apprezzato da tutti ed evitare o nascondere un eventuale fallimento.

La sua Essenza Sacrificata è la rinuncia alle sue emozioni autentiche attraverso la rimozione del proprio Sé. Pronti a mentire, indossare una maschera, asfaltare chiunque si metta sulla loro strada.

Il doloroso percorso verso l’Esigenza Fondamentale richiede l’acquisizione della Qualità Chiave: l’autenticità. Ciò che si vede fuori deve coincidere con il vero Io del personaggio. La maschera deve cadere, la menzogna deve essere scoperta, l’immagine esterna di successo deve coincidere con la sua essenza.

Le migliori storie di cambiamento coinvolgono l’amore o l’affetto per qualcuno totalmente a disagio col modo di fare “recitato” che gli ET3 hanno assunto creando un conflitto tra la maschera e i loro veri sentimenti che cominciano a emergere. 

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Chi siamo Tiziano Cerulli

Psicologo e Istruttore di mindfulness ad approccio immaginale

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