L’Enneagramma Immaginale: l’Archetipo del Solitario Sapiente (ET5)

Scenari d'infanzia: come nasce un Eremita 

 

“Ricordo il piacere e il silenzio di stare da solo. In famiglia eravamo in cinque, ciascuno su una sua orbita e una sua stanza. Poco dialogo e nessun contatto fisico. Entrambi i nostri genitori erano sordi dalla nascita e, come tutti i sordi, non sapevano modulare la voce. In pubblico, il loro strano modo di parlare ad alta voce attirava tutti gli sguardi e io avrei voluto farmi piccolo e scomparire. Il mio desiderio più grande era che nessuno mi vedesse, e così, quando eravamo a casa di altri, ero bravissimo a confondermi con i vasi di piante e ad annullarmi nei quadri delle pareti…”

L'ipotesi classica è che L'ET5, da bambino, si è sentito invaso. Cioè nel diagramma a triangolo di Fritz Perls che definisce la sicurezza, lo spazio vitale e la singolarità come i pilastri dell'armonico sviluppo psichico nel bambino, il 5 è stato privato di spazio vitale. Qualcuno invadeva i suoi spazi privati facendo richieste o imponendo norme in misura molto superiore alla capacità del bambino di sopportare e integrare questo stile di vita, generando forte stress.

Per sopravvivere in modo soddisfacente il bambino ha sviluppato una strategia difensiva basata sul ritiro sociale e sulla mimetizzazione. Riduce i contatti al minimo e non solo, riduce al minimo anche i suoi bisogni nel tentativo di rendersi indipendente e quindi non sottostare alla necessità di dover contattare gli altri per soddisfare i bisogni stessi. Il mondo esterno è percepito pericoloso, quindi molto meglio accontentarsi di ciò che l'eremo fornisce, di ciò che passa il convento, senza correre il rischio di allontanarsi dalle sue sicure difese.

Secondo Claudio Naranjo, nel libro “Gli enneatipi nella psicoterapia” queste personalità sono rimaste fortemente deluse dal confronto con la realtà, che non è così rassicurante come gli era stato fatto credere da bambini e dal fatto che debbano cavarsela da soli. Perciò hanno trovato rifugio nel loro mondo intimo, esclusivo e privato, ove nascondersi e restare indisturbati. Per timore di essere privati della loro ricchezza interiore e di soffrire per questo e per via della mancata capacità di fare richieste, sono costretti a ridurre ogni necessità e a rinunciare a tutto ciò che è essenziale per non cadere nella ‘tentazione di vivere'.

 

 

Come riconoscersi nel tipo 5

Beatrice Chestnut e Uranio Paes sostengono che il percorso di risveglio che L'ET5 deve percorrere parte dall‘avarizia, intesa come attaccamento eccessivo ai propri spazi vitali e alla conoscenza più che agli oggetti, per arrivare al Non attaccamento.

Per intraprendere questo viaggio è necessario rendersi conto delle modalità con cui prende le distanze fisiche ed emotive dagli altri per preservare il suo spazio e l'energia e affrontare la propria Ombra prendendo coscienza dei comportamenti che derivano dal fatto con la conoscenza diventa la compagnia di se stesso ma non è sufficiente a  soddisfare le sue esigenze emotive. 

Secondo questi due autori sei un tipo 5 se ti identifichi in tutti, o quasi, i seguenti tratti del carattere:

  • ti impegni ad apprendere nuove conoscenze perché lo consideri un fine e non un mezzo per approdare a qualcos'altro.
  • Ti preoccupi troppo di proteggere spazi e momenti solo per te ed eviti le richieste del mondo esterno.
  • Ti distacchi per osservare cose e persone da una certa distanza di “sicurezza” e capire cosa sta succedendo.
  • Ti nutri di informazioni e conoscenza più della media delle persone.
  • Per te è difficile entrare in contatto con le tue emozioni e quelle degli altri.
  • Per te è importante che le cose seguano la logica e abbiano un senso.
  • Fai uno sforzo per controllare il tuo tempo e non ami le interazioni troppo lunghe con gli altri. 
  • Pensi che se le persone continuano a chiederti cose o a coinvolgerti emotivamente finirai per esaurirti. 

Inoltre, i due autori, descrivono cinque meccanismi psicologici fondamentali automatici: 

  1. Pensare troppo
  2. Temere che il contatto con gli altri conduca alla solitudine
  3. Isolarsi
  4. Avere paura dell'abbondanza
  5. Controllare se stessi e gli altri.

Ai Tipi 5 piace vivere una vita appartata che vivono soprattutto a livello mentale. Preferiscono sostituire una comoda rappresentazione mentale dell'emozione che l'esperienze di quella emozione. In definitiva, piace la comodità, la comoda sicurezza della tana grande o piccola che sia.

Il tipo 5 è, come si può intuire, uno schizoide tendenzialmente introverso. Rappresenta quello meno disponibile al contatto umano e alle relazioni sociali di tutto l'enneagramma.

I 5 si sentono molto vulnerabili nelle situazioni in cui sono osservati e molto sicuri nelle situazioni in cui osservano, non visti. Non gradiscono i gesti teatrali e l'esibizione drammatica di sentimenti (al contrario del tipo 4 non tollerano il doversi mettere in vista e il dover mostrare le carte a viso aperto, non che siano codardi o vigliacchi, anzi, molto spesso mostrano una incredibile determinazione nel perseguire i propri fini senza tener conto delle opinioni degli altri. 

Il 5 paga questo isolamento con una specie di barriera interiore dalla sua parte emotiva. Sono capaci di isolarsi e di distogliere l'attenzione dalla loro parte emotiva e istintiva con l'effetto collaterale di vivere la loro vita soprattutto a livello mentale.  I 5 sono generalmente diffidenti verso le emozioni coinvolgenti ed i desideri perché li potrebbero indurre a fare il gioco degli altri e ad essere dipendenti e bisognosi degli altri.

 

 

Riconoscere e affrontare l'Ombra

Una volta riconosciute le proprie caratteristiche è necessario comprendere che se si affronta la vita da una prospettiva mentale è difficile stabilire un contatto completo e profondo con alcune parti del Sé. Dovrà integrare e accettare le proprie emozioni, soprattutto la paura, stabilendo contatti con gli altri e ricevere maggiore abbondanza. Il loro impegno nell'essere razionali, logici e assennati può diventare negativo quando si rimane distaccati e disinteressati agli altri. 

L'Archetipo del Solitario Sapiente

Secondo M. Pisione l'Eroe Tematico 5 è l'archetipo del personaggio antipatico, taciturno e poco comunicativo che si isola e rifugge il contatto con gli altri fino a diventare un vero e proprio misantropo ed eremita contrapposto spesso all'Eroe socievole, simpatico e dinamico.

Esempi letterari e cinematografici sono Siddharta di Herman Hesse, Meursault ne “Lo straniero” di A. Camus, Alceste protagonista de “Il misantropo” di Moliere, Ameliè o il personaggio di Stefano nel film “La vita che vorrei”. 

  • Distaccato, osservatore, introverso, tende a isolarsi in luoghi familiari e in cui può riflettere in privato. Si sente impreparato ad affrontare il futuro e reagisce accumulando conoscenza e autonomia limitando le proprie necessità.
  • Pianifica ma non improvvisa.
  • E' spesso un personaggio originale e geniale.
  • Ha paura delle emozioni e delle persone che non comprende per cui preferisce limitare i contatti umani a pochi conoscenti.

L‘ET5 nella sua infanzia, come abbiamo detto, è stato invaso da cose, emozioni, persone o avvenimenti che lo hanno isolato non sapendo come difendersi. Spesso sono genitori particolarmente invadenti che non rispettavano i suoi spazi o la privacy.

L'atteggiamento archetipale isolato, misantropo e respingente è un modo per dominare la sua Paura Dominante di essere invaso cosi come la sua necessità compulsiva di accumulare conoscenza. E' la paura dell'imprevedibilità allo stato puro che include tutto ciò che di realistico o irrealistico potrebbe accadere nel futuro.

La sua Forma Mentis è data da una Visione del Mondo spaventosa da cui bisogna difendersi rifugiandosi in un mondo , nel bene e nel male, fantasioso e apparentemente privo di minacce come Alice nel Paese delle Meraviglie.

Lo Status di Sopravvivenza dell'ET5 è l'isolamento fisico ed emotivo, in un luogo familiare e sicuro al riparo da qualsiasi minaccia, dove può riflettere in privato e approfondire le sue conoscenze per affrontare la vita: un laboratorio di analisi, una biblioteca, un hotel, ecc.

La Strategia Reattiva è quella di rinunciare agli altri, rendendosi autonomo ed evitando ogni forma di dipendenza in un mondo che chiede troppo e da troppo poco. Atteggiamento che nasce dalle problematiche infantili in cui ha sentito la mancanza di connessione emotiva.

Le sue Attività Prioritarie sono l'isolamento e la conoscenza per crearsi un sistema autosufficiente mentre i Superpoteri (Superpowers) sono: bastare a se stesso evitando di disperdere energie e avere bisogno degli altri a eccezione di un piccolo gruppo selezionato di persone.

La sua Essenza Sacrificata è l'effetto di quel vuoto emotivo che si è creato riempiendolo di conoscenza, che si esprime nell'incapacità di avere relazioni affettive profonde poiché non lascia entrare nessuno nel suo cuore.

L'acquisizione della sua Qualità Chiave, la presenza e partecipazione concreta ovvero vivere gli altri non come invasori e manipolatori ma come esseri umani e capirli attraverso il cuore.

La sua Esigenza Fondamentale sarà quindi riempire questo vuoto emotivo dando e ricevendo affetto e calore umano. La fine felice nelle storie di questo Eroe sono quelle dove rinuncia alla sua solitudine e all'isolamento attraverso l'apertura del cuore e il superamento della paura di amare nonostante gli altri possano essere complessi, rumorosi, esigenti, inaffidabili e appunto, umani.

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Chi siamo Tiziano Cerulli

Psicologo e Istruttore di mindfulness ad approccio immaginale

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