L’Enneagramma immaginale: l’Archetipo del Guerriero Impavido (ET8)

 

Ho già introdotto la spiegazione dell’enneagramma dei tipi psicologici in un altro articolo. Oggi esamineremo il primo di nove archetipi integrando questo antico sistema con la psicologia archetipica. 

Scenari d’infanzia: come nasce un capo

‘Di fronte alla rabbia di un amico mi sento bene. Per me, la rabbia è la porta su sentimenti più veri, come la tristezza profonda o i desideri repressi. Una persona arrabbiata, e che lo manifesta, è molto interessante. Solo se si mette a urlare, piangere o lamentarsi diventa orribile. Mi sento a disagio e comincio a pensare che stia facendo la vittima per appiccicarmi l’etichetta dell’aggressore, senza dirmi la verità su quello che ha contro di me.’

H. Palmer – L’enneagramma: la geometria dell’anima (Edizioni Astrolabio)

 

Questo stralcio del discorso di un Et8 descrive come un individuo che si identifica in questa tipologia si sente di fronte ad una aggressione di una persona che ama. Gli Et8 ritengono che l’espressione della rabbia sia veramente essenziale per la costruzione di un rapporto corretto e leale. Vediamo perché.

Il bambino è vissuto nell’infanzia sviluppando un sistema estroverso di difese tenaci e rigide. Nella letteratura sull’Enneagramma questo viene giustificato asserendo che in qualche modo egli ha dovuto soffrire invasioni di territorio più o meno palesi e aggressioni, mascherate e non, nell’ambiente familiare.

Gli Et8 riferiscono di un’infanzia combattiva in cui era rispettato solo il più forte. A causa di questa necessità di forza costante l’Et8 ha imparato a ignorare i propri limiti, a rifiutarli per essere e sembrare forte. Vuole esercitare il controllo e avere il potere e la responsabilità del suo campo di azione.

 

Come riconoscersi nel tipo 8

Beatrice Chestnut e Uranio Paes offrono un nuovo approccio al metodo indicando precisi passi da compiere per riscoprire la propria personalità, compresi punti di forza e di debolezza. Nel loro libro sostengono che il percorso di risveglio che il tipo 8 deve percorrere parte dalla oassione della lussuria, intesa come bisogno di intensità, eccessi, in tutti i campi, all’innocenza.

Per intraprendere questo viaggio verso il risveglio della coscienza, per il tipo 8, è necessario rendersi conto del controllo che esercita sulle cose e sulle persone imponendo la sua volontà. 

Secondo questi due autori sei un tipo 8 se ti identifichi in tutti, o quasi, i seguenti tratti del carattere: 

  • Sei una persona diretta e determinata
  • Sai entrate in azione in fretta e spesso in maniera impulsiva.
  • Combatti per la giustizia e l’equità e cerchi di mettere ordine intorno a te. 
  • Quando ti arrabbia perdi il controllo facilmente. 
  • Apprezzi negli altri onestà, autenticità e franchezza. Sei schietto e pretendi che lo siano anche gli altri con te. 
  • Hai molta energia fisica e ti piace intraprendere delle sfide. 
  • Non ami il conflitto ma spesso lo provochi e lo affronti di petto. 
  • Sei una persona eccessiva in tutto quello che fai. 
  • Sei protettivo verso le persone che reputi più deboli. 
  • Cerchi di manifestare forza e potere nelle cose che fai e non vuoi farti vedere debole o vulnerabile. 

Inoltre descrivono cinque meccanismi psicologici fondamentali automatici: 

  1. Assumere ruoli guida
  2. Entrare in conflitto
  3. Agire in prima persona per fare fronte a una situazione ingiusta
  4. Agire con molta intensità
  5. Cercare vendetta. 

L’ET8 è molto responsabile. E’ responsabile di tutto quello che è nelle sue competenze e protegge tutto ciò che ama, controlla, pensa in maniera strategica e sente istintivamente i punti di forza e di debolezza di tutto: persone e situazioni. Prende i suoi amici sotto la sua ala protettrice e si batte strenuamente per difendere i più deboli, specialmente se non si sottomettono troppo e se tengono fermamente testa anche a lui.

L’Et8 utilizza la rabbia come motore del combattimento e come sostituto della paura. Non si permette di sentire paura e resistergli, semplicemente non la sente. Ottenere la resa incondizionata, ottenere il controllo, questo motiva fortemente un capo. Gli piace dare ordini, fare e disfare le regole. Pretende il tuo lavoro sul suo tavolo domani mattina alle 6 e poi arriva alle 9 e nemmeno lo guarda, anche se tu hai passato tutta la notte a lavorare. (naturalmente descriviamo le caratteristiche patologiche, estremizzando, sempre allo scopo di rendere più chiare le caratteristiche).

Vuole sempre appurare la sincerità delle affermazioni degli altri mettendoli spesso alla prova o provocandoli fino a che rivelano le loro reali intenzioni, se tradito progetta e attua vendette a volte anche a distanza di anni. Non darsi per vinti è la modalità con cui attenua l’umiliazione del tradimento “sto solo aspettando l’occasione per rifarmi, sono ancora in gioco”.

Dentro di se è spesso sensibile e gentile. A volte è dedito alla cura degli animali e dei bambini con delle punte di tenerezza che non ci si aspetta da uno che 5 minuti prima sbraitava come un matto. Diventa una belva quando qualcuno fa il prepotente con un indifeso perché sa quanto soffrirebbe se fosse indifeso lui stesso e perché, dentro di se, si sente indifeso nei confronti del tradimento e della manipolazione. Odia la manipolazione ed il linguaggio disfunzionale, il detto non detto, le zone grigie, il sarcasmo nascosto e, soprattutto, l’aggressività passiva: giochi subdoli per farlo passare per aggressore. A quel punto preferisce essere veramente aggressore ma almeno si sfoga e i ruoli sono chiari. Rovescia tavolo e scacchiera pur di avere punti saldi di scontro. Una volta ingaggiata una battaglia perde di vista le sfumature. O sei amico o sei nemico, o è tutto bianco o tutto nero… il grigio indebolisce la spinta combattiva perché porta il dubbio, l’analisi, e il mettersi nei panni degli altri che potrebbero esserti nemici.

Agisce sostanzialmente in nome del suo Io perché non può prendersi carico delle opinioni di tutti. Far prevalere dentro di se e fuori di se il suo modo di vedere le cose, lo rende ingombrante ma è necessario alla sopravvivenza di se e del suo clan. Il suo slogan è “il mio modo è quello giusto”. 

 

Riconoscere e affrontare l’Ombra

Una volta riconosciute le proprie caratteristiche è necessario riconoscere, ammettere, e integrare in modo cosciente le emozioni e i punti deboli. Assumere ruoli da leader non significa negare la propria vulnerabilità o parte sensibile, ma smettere di dover dimostrare a se stesso o agli altri di essere sempre forte riconoscendo i suoi lati in ombra: la negazione della vulnerabilità, l’impatto o l’effetto che le sue parole e azioni hanno sugli altri, dare per scontato che la sua verità sia l’unica verità. 

Nel suo libro Gli enneatipi nella psicoterapia (Astrolabio, Roma, 1997) Claudio Naranjo porta un esempio calzante di questo tipo dato dal caso del paziente che arriva in analisi dicendo: “Uno grande e grosso come me … Adesso deve venire qui a sdraiarsi su un divano seduto davanti a lei”. Persino nei sogni si rivelava il suo cinismo: Mi spavento e apro la bocca per urlare, ma quando lo faccio la lingua cade per terra. Non mi sorprende: la raccolgo, me la metto in tasca e proseguo.

Tuttavia, gli Et8 non sono cattivi e ne sono la dimostrazione queste parole: “Era grande come un gigante, faceva paura solo a vederlo, me dietro i toni bruschi e la voce tonante c’era tenerezza”.  E ancora: “Dietro alle pose assunte per nascondere la sua vera faccia … emergeva il ritratto di un bambino”  a riprova dell’esistenza di un lato sensibile nascosto nel profondo del loro animo.

L’Archetipo del Guerriero Impavido

M. Pisione nel suo libro l’Eroe Tematico colloca questo tipo nella triade percettiva stomaco-istinto. I personaggi della letteratura e del cinema che avvertono il pericolo nello stomaco e agiscono d’istinto come, per esempio, Ercole e Achille.

L’ET8 è riconoscibile dall’atteggiamento archetipico dell’Eroe classico: comandare e combattere.

  • E’ sicuro di sé stesso. Si lancia nell’avventura senza paura. Pronto all’attacco, alla conquista e alle sfida;
  • Disprezza la debolezza ma protegge le persone deboli e indifese.
  • Non si fida veramente di nessuno ma stringe forti legami con chi si dimostra forte, integro moralmente e leale; Chi tradisce paga!

Può essere equilibrato ma dentro di sé cova ira e vendicatività. Può diventare molto aggressivo quando la sua autorità viene messa in discussione o davanti alla disonestà e le ingiustizie.

L’ET8 è poco incline ai sentimentalismi, orgoglioso, non chiede mai scusa. In realtà dietro la corazza nasconde spesso una natura sensibile e vulnerabile che non mostra a nessuno. Si rivela affettuoso, gentile e comprensivo solamente quando si sente al sicuro. L’atteggiamento aggressivo è l’espressione tipica di una forma mentis nata dalla sua paura dominante di essere sopraffatto, leso o di perdere il controllo o il ruolo di rassicurante di difensore. Questa paura trova origine, come abbiamo visto, nella dura infanzia che lo ha costretto a soffrire subendo ingiustizie e sopraffazioni spesso familiari a cui ha imparato a ribellarsi. Decide fin da bambino di “non farsi più comandare da nessuno”. La sua visione del mondo gli ha mostrato che la realtà esterna è una giungla in cui vincono i più forti nascondendo la sua vulnerabilità per proteggere se stesso e gli altri.

L’ET8 ha un preciso sistema di sopravvivenza (SDS): eliminare i punti deboli per essere sempre forte e in grado di proteggere se stesso e le persone care. La strategia reattiva (SR) si evidenzia nell’attacco preventivo e i suoi superpoteri sono la forza fisica e il coraggio, che i meccanismi di difesa amplificano con una desensibilizzazione fisica ed emotiva che permette di resistere senza sentire paura (negazione). Questa insensibilità acquisita può renderlo poco empatico, egoista, e centrato solamente sui suoi bisogni e obiettivi senza provare vergogna o senso di colpa.

L’ET8 può evolvere e cambiare solo con l’autorivelazione e l’accettazione della sua essenza sacrificata (ES): l’innocenza perduta che, da adulto, protegge nei bambini e negli indifesi perché gli è stata portata via presto. Avendo perso la capacità di fidarsi e affidarsi agli altri per paura che si approfittino delle sue debolezze che non mostra a nessuno, ha paura del tradimento.

Le storie di questo tipo parlando delle sue attività prioritarie (AP): esercitare il potere, conquistare, possedere, lottare e mantenere il controllo della propria vita. La sua natura emerge in combattimento o situazioni di pericolo.

La qualità chiave è accettare la propria vulnerabilità che gli permetterà di realizzare la sua esigenza fondamentale (EF): non vedere tutti come nemici ed essere in grado di chiedere aiuto e fidarsi degli altri, diventando più affettuoso e compassionevole. 

 

Se ti riconosci in questo tipo lascia un commento e contattami se vuoi iniziare un percorso individuale o di gruppo. 

Condividi con i tuoi amici

Chi siamo Tiziano Cerulli

Psicologo e Istruttore di mindfulness ad approccio immaginale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *